venerdì 13 aprile 2012

Tra arte e calorie, "Burger Time" una mostra d'effetto.

Pomeriggio tra amiche quello di ieri, una giornata di sole che meritava di essere vissuta.


Dopo essermi incontrato con Maria, con il mio solito ritardo dovuto al traffico romano, abbiamo iniziato un'estenuante ricerca di un bar tranquillo ed economico, perchè, fin quando sei turista il caffè a 5 euro te lo godi, ma quando ci vivi a Roma il caffè a 5 euro ti va di traverso!


Lo scopo dell'incontro però non era quello di scambiarci i soliti gossip e notizie scandalose ma era quello di andare ad una mostra fotografica molto interessante ma soprattutto innovativa.
"Burger Time", il titolo dell'evento, una raccolta di oltre settanta fotografie fatte da una vera professionista nel campo, Mirta, che ritraeva nei suoi lavori personaggi famosi e svariati vip mentre addentavano un hamburger.


Originalità sia nella contestualizzazione della mostra, allestita in una birreria "The perfect bun" dalle caratteristiche underground e un po british, sia nel messaggio che l'artista voleva lanciare, ovvero quello di sentirci sereni e belli anche mangiando ogni tanto del cibo "spazzatura" (termine esagerato a mio parere).


Con mia grande sorpresa ho scoperto che "The perfect bun" ha aperto anche una piccola Backery e ovviamente non potevamo perdere l'occasione di ammirare e degustare le classiche specialità dolciarie americane.
Io, Maria ed Egizia in pochi istanti ci siamo ritrovati in paradiso; Cupcake di tutti gusti, Cheesecake, RedVelvet, Apple Crumble, Cookies giganti e chi più ne ha più ne metta. 
Location accogliente e un po fiabesca con carta da parati vintage e poltrone comodissime, sembrava infatti di essere in una casetta di marzapane.


Un bel pomeriggio all'insegna dell'arte, del gusto e delle calorie in eccesso quello di ieri, insomma, un pomeriggio da ripetere.











giovedì 5 aprile 2012

Burger Time mostra fotografica

In tempi di veganesimo sbandierato come un trofeo da star, fashionisti e salutisti, c'è anche chi, in barba a mode e snobismi, non riesce proprio a rinunciare a un bell'hamburger.
Un hamburger rispettoso della tradizione americana ma con un approccio alla qualità e salubrità tutto italiano.
Ed è proprio al richiamo di questa carne di prima scelta a cui non hanno saputo resistere personaggi come Massimo Ghini, Sara Felberbaum, Daniele Liotti, Daniele De Rossi, Valeria Bilello, Ivan Cotroneo, Caterina Guzzanti, Pierluigi Ferrantini, Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Barbara Foria, Alessia Barela, Andrea Sartoretti, Valentina Correani, Roberta Lanfranchi, Alex Infascelli, Marco Follini, Giulia Bevilacqua, Gmax, Marco Conidi, Michela Andreozzi, Marco Cocci, Furio Corsetti, che la fotografa Mirta Lispi ha ritratto e immortalato mentre addentano o contemplano il loro hamburger preferito. Ripresi anche molti non vip che gustano un cibo di tradizione d'oltreoceano, che non ha nulla da invidiare alla tanto blasonata bistecca della cucina italiana.

Settanta scatti che diventano una mostra fotografica per raccontare la passione per l'hamburger, troppo spesso ghettizzato nel ruolo di icona del cibo spazzatura.
Un racconto fatto di volti, di personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della politica, di ritratti, di passione e soprattutto di puro gusto.

La mostra inaugura il 12 aprile e resterà esposta per tutto maggio.

E' tempo di sdoganare il concetto di hamburger da quello di fast food
it's burger time

Mostra fotografica di Mirta Lispi
@THE PERFECT BUN, Largo del Teatro Valle, 4 - Roma
Opening 12 aprile 2012 h 19.00

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Una Pasqua esclusiva con uova glam

A pochi giorni dalla Pasqua, avevo pensato di ritirarmi nella mia stanza e fare penitenza ma invece durante il mio solito girovagare per il web trovo una notizia davvero strampalata; ho imparato ad aspettarmi di tutto dal mondo della moda e ora ho capito che non smetterò mai di stupirmi.

Forse vi ricorderete tutti della capsule collection di bottigliette di Coca Cola "griffate" che fecero impazzire tutti, ma non tanto per il marchio quanto per il prezzo esorbitante, beh ora arriveranno sul mercato, per questi pochissimi giorni delle uova di cioccolato un po particolari, uova-couture. 

Semplici uova di cioccolato con delle sorprese stupide mi direte voi, invece non è cosi, gli stilisti più acclamati di sempre hanno ben pensato di creare il proprio uovo pasquale e di rifilarlo a chi di soldi ne ha fin troppi e non ha problemi forse a spendere un centinaio di euro per 300miseri grammi di cioccolato.

Da Roberto Cavalli Vivienne Westwood, fino ad arrivare a Giorgio Armani, la moda questa volta incontra il cibo degli dei e ci regala una Pasqua ricca di charm e raffinatezza.

Ogni piccola creazione dolciaria ha impresso il carattere dello stilista, fantasie selvagge e animalesche caratterizzano le uova della maison Cavalli, uova in cioccolato bianco, fondente o al latte che racchiudono semi di cacao pregiatissimo.
Alternative e un po punk le uova pasquali per Vivienne Westwood, che in collaborazione con Fortnum & Mason hanno riproposto i dolci gioielli in packaging stilizzato e in pizzo. Uova particolari quelle della designer britannica, vendute esclusivamente nel Regno Unito; la sorpresa? piccole praline di cioccolato a forma di dinosauro o di coniglietto. 
Delicatezza e sobrietà, le caratteristiche fondamentali delle uova Armani, il made in Italy ripropone uova semplici e classiche sia per il gusto che per la stampa, logo a contrasto e scatola regalo impreziosita da nastro in seta tono su tono.

Un uovo del genere non dovrebbe mai essere aperto, quindi in mancanza di un uovo griffato mi accontenterò di rimpilzarmi di cioccolato di seconda classe.
Detto ciò auguro una felice Pasqua a tutti quanti.

Uova R.Cavalli

Uova V.Westwood

Uova G.Armani

lunedì 2 aprile 2012

Tornano le "Flapper Girls", caschetti, paillettes e Charleston.

Volevo innanzitutto scusarmi con molti di voi che seguono questo blog, sono sparito per alcuni giorni a causa di forze maggiori (un viaggio a Londra, preparazione tesi ed altri inconvenienti che non sto qui a raccontarvi), dunque oggi, dopo aver rassettato casa sono stato colto nuovamente da l'ispirazione fashion.


Leggevo una notizia molto interessante, ovvero il ritorno dello stile "Flapper" e degli  anni '20; molti di voi appassionati avevano gia notato questo particolare dopo il lancio della collezione P/E 2012 di Gucci (posterò in basso il video della sfilata) e si saranno prontamente organizzati per lo shopping mirato.
Un look un po retrò che ha sempre affascinato stilisti e designer che ora sta prendendo piede tra i fashionisti più attenti.  
Abiti con frange e paillettes, lustrini colorati e perline di vetro arricchiscono la donna Flapper, mini abiti con spalle al vento e profonde scollature rievocano lo stile dei club anni '20.
Soffia, dunque, un’aria di femminilità sulle passerelle dell’alta moda che propongono gonne e abiti plissé, pantaloni abbinati a morbide bluse gilet, e costumi che riprendono l’iconografia degli anni ruggenti.
Donne coraggiose che sfidano le leggi della moda ordinaria, mettendosi in gioco e mostrando anche il corpo, gli accessori sono tra i più ricercati ed eccentrici, piume e fermagli in stile Art Decò, scarpine lucide con tacco e cinturino per la caviglia e mini pochette con catene dorate, ovviamente non dimenticate di abbondare con le perle, l’accessorio preferito da Mademoiselle Chanel


L'abito non fa il monaco, quindi per essere una vera Flapper Girl c'è bisogno di un total look alla garçonnè, per le più coraggiose consiglierei quindi di ricorrere ad un paio di forbici o al parrucchiere, capelli cortissimi a caschetto e leggermente ondulati ed impreziositi da brillantina, labbra rosso vivo e occhi esclusivamente smoky per mettere in risalto lo sguardo ipnotico da femme fatale e cipria per un effetto porcellana.


Ho sempre sognato un trend del genere e ballare il Charleston a Chicago, ma ahimè non sono una donna, mi consolerò dunque aspettando il prossimo Carnevale. 











  

giovedì 15 marzo 2012

Soluzioni last minute. Coda di cavallo e via

L'incubo più ricorrente delle donne? Uscire di casa con i capelli sporchi e non pettinati, certo, ma per non incorrere in certi disastri estetici si ricorre sempre alla cara vecchia "coda di cavallo".


Semplice soluzione dell'ultimo momento o vero e proprio trend?
In molti si sono sempre chiesti  se l'acconciatura da gym-girl o disperate housewife avesse davvero un qualcosa di creativo e sensato, e la risposta ufficiale a quanto pare è sì.
Molte star ultimamente, non si sa per quale motivo, decise a ribellarsi agli hair stylist, invocano il conforto di un accessorio intramontabile, l'elastico per capelli.


La notizia che segue potrebbe far ridere, ma siccome non sono in vena di scherzi vi assicuro che è reale. 
Il Physical Review Letter Journal ha pubblicato uno studio che spiega il perché e il per come della forma di una coda di cavallo.
Scienziati dell'Università di Cambridge (sicuramente i più IN o comunque quelli che non hanno ben chiaro cosa voglia dire fare "lo scienziato") hanno addirittura formulato un'equazione che calcola in modo matematico, attraverso l'analisi di un singolo capello, la forma della coda di cavallo. 
Attraverso la formula matematica si calcolerebbe il "Rapunzel", nome derivante appunto dalla principessa Disney, cioè il risultato ottimale ottenuto dai calcoli fatti sulle caratteristiche dei capelli, ottimizzando la riuscita perfetta dell'acconciatura.


Dopo questa notizia choc direi che è ora di iniziare a studiare anche la formula su come scendere in modo perfetto dal letto, riuscire a ridurre i tempi di una doccia e trovare la radice quadrata della quantità di fondotinta utilizzato ogni giorno.


Fergie

Victoria Beckham

Gwyneth Paltrow

Katy Perry

mercoledì 14 marzo 2012

Une promenade avec Prada

Cari lettori e lettrici, considerando che qualche giorno fa ho dedicato un post alle donne amanti delle scarpe, scrivendo a proposito della nuova collezione di Luoboutin, oggi mi sentivo in dovere di accontentare anche qualche maschietto più fashion. 


Siamo a Milano, e la maison più antica made in Italy, Prada, ha creato da pochissimo una nuova capsule collection di scarpe interamente dedicata all'universo maschile.


"Walking in Milano" il nome pensato appunto per celebrare i quasi cent'anni di lavoro della casa di moda, che ha dato alla luce un'intera collezione di scarpe.
Ogni modello è stato battezzato con il nome di un quartiere iconico della città lombarda, dai Navigli a Brera, da Bastioni fino a Castello.
Una proposta di calzature maschili dal carattere classico ma allo stesso tempo modernista, con rifiniture eleganti ricreate su pelle finemente lavorata e lucidata.
Un salto nel passato per l'accessorio più ricercato come le scarpe, uno stile un po vintage che gia da qualche anno ha rivoluzionato l'idea di moda contemporanea.


Ecco a voi un esclusivo video della lavorazione interamente a mano ed alcune foto dei modelli della collezione. 




Modello "Bastioni"

Modello "Castello"

Modello "Brera" brown version

Modello "Navigli"






martedì 13 marzo 2012

La donna cyborg di Gareth Pugh

Gli inglesi non si smentiscono mai.
Sulle celebri orme di una donna che ha fatto la storia della moda, Vivienne Westwood, sono molti gli stilisti che si distinguono per l'originalità e la fantasia che imprimono nei loro lavori, è il caso di Gareth Pugh.
Sembrerebbe un visionario e un pazzo, ma a mio giudizio un genio, una personalità eclettica che riesce a creare abiti incredibilmente estrosi, spettacolari ed artistici.

Sono molte le collezioni create da Gareth, quella p/e 2012 presentata a Parigi e degna della stima di George Lucas, regista di Guerre Stellari, ci ha lasciato a dir poco basiti e increduli. 
A fare da padrone alla collezione sono le forme geometriche che sovrapponendosi creano giacche e abiti, materiali ultra-moderni come il plexiglass, e la tridimensionalità capace di trasformare le modelle in veri e propri cyborg.
Colori contrastanti, bianco e nero, come l'eterna lotta tra bene e male. 
Anche il make up non è dei più sobri, lipgloss e blush fluo, ombretti al neon e quant'altro.
La donna si trasforma in un essere cibernetico, un essere venuto da mondi paralleli, una donna aliena.






Leggermente più pacata e semplice la collezione a/i 2012; la geometria resta il punto di partenza sul quale si sviluppa l'intera linea.
Tagli morbidi e tessuti che variano dalla seta, al cotone fino ad arrivare alla pelle e la microfibra.
Le forme restano comunque squadrate e futuriste.
Un mix tra tridimensionalità, morbidezza e avanguardia.